Crotone 30/07/2010
Nostro presenta le linee programmatiche per sanare il debito dell’Asp
Enrica Tancioni
Ha accumulato in quattro anni oltre 273 milioni di debiti. Nei confronti del tesoriere, del personale dipendente, delle farmacie e dei fornitori. E’ l’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, l’Asp colpevole di avere un disavanzo di oltre 340 milioni di euro. Per questo motivo sta affondando. Anzi è una ‹‹barca sotto il livello di galleggiamento››. Così l’ha definita Rocco Antonio Nostro, commissario dell’Asp pitagorica in occasione di una conferenza stampa svoltasi prsso la biblioteca dell’ospedale civile San Giovanni di Dio per la presentazione delle linee programmatiche.
Il quadro è quindi catastrofico. Perché avvicina la condizione debitoria dell’Asp a quella della stessa Italia, dal momento che il rapporto tra il credito pregresso e i ricavi sarebbe superiore al 100%. Per questo motivo il commissario nominato della giunta regionale intende adottare le misure necessarie per sanare il debito. Non ha dato termini temporali, perché, come da lui stesso confermato: ‹‹il processo di risanamento richiede tempi medio lunghi e step da seguire con cura››. La via d’uscita per il problema debitorio sembra essere allora quella di aumentare i ricavi e di abbassare i costi, facendo leva magari su due iniziative che Nostro intende portare all’attenzione del governo regionale. ‹‹Il debito può essere sanato con due idee: l’ampliamento delle anticipazioni del tesoriere che, se fissate a tre mesi, potrebbero essere estese ad altri tre mesi in modo da avere liquidi da utilizzare per il pagamento dei debiti. Inoltre spero di poter usufruire del credito dell’imposta Irap in favore dei creditori. Opzione da valutare anche alla luce della legge 78 che ha concesso la gestione dell’imposta in regime di federalismo fiscale››.
Tuttavia il “Nostro-pensiero”, così come l’ha definito lo stesso commissario, non si limita solo alla gestione del debito, ma anche e soprattutto alla riduzione dei costi, alla gestione dell’azienda e al suo ‹‹cambio di rotta››. Trasformazione già iniziata con il controllo delle spese per reparto mediante limiti inderogabili, con la presenza di personale informatico, con indagini sul personale in esubero che potrebbe essere mandato in pensione e sul patrimonio immobiliare dell’Asp. Pensando addirittura di utilizzare un bene confiscato per allocare numerosi servizi e abbattere i costi di un milione di euro per l’affitto di locali.
Verrà poi redatto il nuovo atto aziendale, teso a seguire le indicazioni e le linee guida della Regione, e la creazione di un macro-indice di valutazione delle prestazioni del personale. Perché il punto di partenza della nuova gestione deve essere ‹‹la customer satisfaction, la soddisfazione degli utenti che saranno interrogati per meglio comprendere la politica sanitaria da adottare per venire loro incontro››, e comprendere le motivazioni dell’emigrazione sanitaria che colpisce la struttura ospedaliere crotonese.
Saranno inoltre previste sanzioni per gli assenteisti e per i ladri, ‹‹intendiamo adottare una politica in grado di evitare questi problemi. Per questo stiamo vagliando la possibilità di introdurre l’uso dell’impronta digitale all’entrata e all’uscita dei dipendenti, mentre per l’altro problema si prevede una politica culturale finalizzata ad evitare furti di cancelleria››. Tra le altre misure anche: la definizione di un piano per l’apertura di altre farmacie nel territorio provinciale per la distribuzione dei farmaci Pht, la revisione analitica dei contratti dei fornitori, del personale e della sua assegnazione, elementi che potrebbero portare al trasferimento di dipendenti presso altre Asp, la razionalizzazione delle risorse verso le strutture sanitarie private e i laboratori accreditati in grado di fornire prestazioni complementari al servizio pubblico.
Il quadro è quindi catastrofico. Perché avvicina la condizione debitoria dell’Asp a quella della stessa Italia, dal momento che il rapporto tra il credito pregresso e i ricavi sarebbe superiore al 100%. Per questo motivo il commissario nominato della giunta regionale intende adottare le misure necessarie per sanare il debito. Non ha dato termini temporali, perché, come da lui stesso confermato: ‹‹il processo di risanamento richiede tempi medio lunghi e step da seguire con cura››. La via d’uscita per il problema debitorio sembra essere allora quella di aumentare i ricavi e di abbassare i costi, facendo leva magari su due iniziative che Nostro intende portare all’attenzione del governo regionale. ‹‹Il debito può essere sanato con due idee: l’ampliamento delle anticipazioni del tesoriere che, se fissate a tre mesi, potrebbero essere estese ad altri tre mesi in modo da avere liquidi da utilizzare per il pagamento dei debiti. Inoltre spero di poter usufruire del credito dell’imposta Irap in favore dei creditori. Opzione da valutare anche alla luce della legge 78 che ha concesso la gestione dell’imposta in regime di federalismo fiscale››.
Tuttavia il “Nostro-pensiero”, così come l’ha definito lo stesso commissario, non si limita solo alla gestione del debito, ma anche e soprattutto alla riduzione dei costi, alla gestione dell’azienda e al suo ‹‹cambio di rotta››. Trasformazione già iniziata con il controllo delle spese per reparto mediante limiti inderogabili, con la presenza di personale informatico, con indagini sul personale in esubero che potrebbe essere mandato in pensione e sul patrimonio immobiliare dell’Asp. Pensando addirittura di utilizzare un bene confiscato per allocare numerosi servizi e abbattere i costi di un milione di euro per l’affitto di locali.
Verrà poi redatto il nuovo atto aziendale, teso a seguire le indicazioni e le linee guida della Regione, e la creazione di un macro-indice di valutazione delle prestazioni del personale. Perché il punto di partenza della nuova gestione deve essere ‹‹la customer satisfaction, la soddisfazione degli utenti che saranno interrogati per meglio comprendere la politica sanitaria da adottare per venire loro incontro››, e comprendere le motivazioni dell’emigrazione sanitaria che colpisce la struttura ospedaliere crotonese.
Saranno inoltre previste sanzioni per gli assenteisti e per i ladri, ‹‹intendiamo adottare una politica in grado di evitare questi problemi. Per questo stiamo vagliando la possibilità di introdurre l’uso dell’impronta digitale all’entrata e all’uscita dei dipendenti, mentre per l’altro problema si prevede una politica culturale finalizzata ad evitare furti di cancelleria››. Tra le altre misure anche: la definizione di un piano per l’apertura di altre farmacie nel territorio provinciale per la distribuzione dei farmaci Pht, la revisione analitica dei contratti dei fornitori, del personale e della sua assegnazione, elementi che potrebbero portare al trasferimento di dipendenti presso altre Asp, la razionalizzazione delle risorse verso le strutture sanitarie private e i laboratori accreditati in grado di fornire prestazioni complementari al servizio pubblico.
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