30/07/2010
Sanità: l’opinione dei lettori
di Marisa Palasciano
Sanità e dintorni come si continua a non governare il sistema salute in Calabria.
La Corte Costituzionale si pronuncia sull’illegittimità dell’art. 5 e 6 della legge regionale n. 11/2009 avente ad oggetto Ripiano del disavanzo di esercizio per l’anno 2008 ed accordo con lo Stato per il rientro dai disavanzi del servizio sanitario regionale, mentre viene presentata la relazione sulla sanità in Consiglio regionale.
Vorrei riflettere sulla sentenza della Corte Costituzionale n. 267 del 22.7.2010 con la quale sono stati bocciati l’articolo 5 della l.r n. 11/2009 e l’articolo 1 c.a. della l.r. 48/2009 del piano di rientro della regione Calabria, norme regionali a favore dei dipendenti assunti dalla Fondazione T. Campanella, nella parte in cui prevede che, a seguito della liquidazione della «Fondazione per la ricerca e la cura dei tumori Tommaso Campanella», unità operative allo stato esistenti presso la Fondazione possano entrare a fare parte della struttura sanitaria ed operativa dell’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini e che i rapporti di lavoro dei dirigenti medici e del personale sanitario in atto presso tali unità continuino presso l’Azienda «senza soluzione di continuità»;
Mentre la sentenza veniva resa pubblica dalla Corte Costituzionale, in Consiglio regionale il Presidente della Giunta illustrava il “futuro della sanità calabrese”: 23 pagine con cui si ripetono cose già dette, purtroppo senza dare alcuna certezza sul disavanzo. La relazione, tra l’altro, affronta con due pagine ad hoc, la questione Fondazione Campanella. Beninteso, non chiarisce nulla sulla natura giuridica della stessa, di cui dice che è “artatamente definita privata”, né viene indicata la modalità di riduzione dei posti letto. Né contiene alcuna indicazione per la riduzione, a seguito dei trasferimenti delle unità operative, del personale della struttura. Tutto, quindi, molto vago e indeterminato.
Il resto della relazione continua sulla stessa linea di sempre, già indicata dall’ex presidente del centro sinistra, genericità e assoluta inconsistenza circa le soluzioni. Slogan e annunci, anche nella parte in cui si dice che nessuno dei manager nominati ha mai avuto incarichi nella sanità calabrese (il primo impegno mantenuto dalla Giunta regionale). L’impressione è di essere ancora in campagna elettorale con la differenza evidente che si confondono le dichiarazioni tra i due schieramenti e le persone si sovrappongono.
Cosa succede nella sanità calabrese quando si toccano interessi trasversali e quando si tratta di tutelare le clientele? Succede che l’art. 5 della legge regionale n. 11/2009 presentata dall’allora presidente Loiero, viene poi prorogato con un rigo di legge da un consistente numero di consiglieri dell’allora centro destra con l’aggiunta di qualcuno del centrosinistra.
Oggi, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, il pastrocchio dal quale, questa politica trasversale deve uscire è talmente complesso e ingarbugliato che non basteranno le buone intenzioni proclamate, ma solo coraggio ed onestà intellettuale.
E’ utile andare un attimo indietro di qualche mese, per capire la trasversalità della sanità calabrese e i meccanismi di gestione che ne muovo le sorti.
Nonostante il disastro della sanità, in pieno Piano di rientro, il Consiglio regionale nei 390 emendamenti approvati all’unanimità con la manovra finanziaria regionale ha varato, tra l’altro, anche una postilla sibillina, che parifica la Fondazione Campanella ad una sorta di “sperimentazione regionale di cui all’art.9 bis del decr.legsl 502/92” e, quindi, ha integrato la legge regionale 19/2009 autorizzando e accreditamento la Fondazione Campanella con legge regionale… Non ci sono parole, per giustificare il finanziamento milionario che viene erogato alla Fondazione, per il quale la Corte dei Conti ha contestato l’erogazione di 100.000.000,00, si è continuato a calpestare la legge nazionale e l’intelligenza dei calabresi.
Di paradosso in paradosso. Da ormai cinque anni il Centro oncologico d’eccellenza, che avrebbe potuto costituire anch’esso un volano per lo sviluppo del territorio, si è dimostrato solo un pozzo senza fondo che alimenta clientele e produce appena il 40% (delibera Asp Catanzaro n.1235 11.8.2009) di attività e neanche di eccellenza, stante quanto riferito agli italiani da Report, la magnifica trasmissione della Gabanelli. E oggi confermata dalla relazione Scopelliti alla pagina 19 la struttura “artatamente definita privata”…
Il pasticcio Fondazione Campanella diventa, così, sempre più complesso e per rimediare ai problemi, la politica, anziché procedere con cognizione e sguardo lungo per costruire un percorso di liceità, si avvita su se stessa, producendo illegittimità incostituzionali. Allora, non ci siamo. Né dal punto di vista formale né economico/giuridico e soprattutto politico. Dal punto di vista formale, mi domando come si può operare una scelta di questa portata senza avere condiviso con l’Università il percorso di liquidazione; dal punto di vista economico, il servizio sanitario della regione Calabria non può continuare a finanziare una struttura a tutti gli effetti non autorizzata né accreditata e con natura giuridica privata. Mentre dal punto di vista politico tutto è confuso.
Infatti, la relazione sulla sanità presentata dal neo Governatore, per come è strutturata, continua ad aggirare gli ostacoli, ovvero non risponde alle domande alle quali i calabresi attendono risposte certe e esaustive:
1) A quanto ammonta il disavanzo dal 2001 ad oggi e come è possibile che la Corte dei Conti nella relazione pubblicata il 2010 sul referto sul rendiconto generale della Regione Calabria esercizio finanziario 2008 delibera n. 5 2010 Corte dei Conti conferma il disavanzo a € 1.610,00 milioni di euro,” Tali valori rappresentano la situazione economica aggregata delle Aziende sanitarie e ospedaliere al 31.12.2007,riportata poi nell’ipotesi di “Piano di rientro” proposta dalla Regione” mentre il Presidente nella sua relazione parla di cifre approssimate pari alla metà? –Qualcuno sta bluffando…
2) Quali sono le strutture ospedaliere da chiudere immediatamente e cosa si farà al loro posto, per dare risposte ai bisogni di salute del territorio?
3) Se la riconversione si deve fare, va fatta con un piano industriale di dismissione e di riconversione chiaro con l’indicazione dei tempi di realizzazione , delle risorse risparmiate e reinvestite per la rimodulazione dell’offerta sanitaria e per la formazione del personale, e ad oggi di costa stiamo parlando?
4) La Fondazione Campanella verrà messa in liquidazione per come previsto dallo Statuto, visto che non ha raggiunto l’obiettivo del riconoscimento in Ircss alla data del 31.12.2007 poi prorogata al 2009?
5) L’oncologia calabrese sarà pubblica? Oppure pubblica ma con regole di diritto privato?
6) La relazione sul futuro della sanità calabrese, alla pagina 11, elenca le somme assegnate ed erogate alle aziende per l’anno 2007 e le perdite d’esercizio alla voce Fondazione T.Campanella indica una somma assegnata che non è veritiera pari a 50.000.000,00 €, in quanto la stessa con delibera 541/08 è stata rideterminata in € 34.000.000,00. Se le verifiche contabili sono state fatte con tanta superficialità quanto potrà essere attendibile il disavanzo sanitario?
7) Quanto tempo ci vuole per portare la normalità nel sistema salute in Calabria?
8) Dalla relazione emerge che i posti letto del privato sono il 35% del totale, qual è il reale fabbisogno di sanità privata di quali prestazioni private realmente la sanità calabrese ha bisogno?
Insomma, di domande i calabresi ne potrebbero fare altre mille, ma le risposte ancora non ci sono. Se la sanità verrà commissariata passerà ancora altro tempo e forse fra cinque anni saremo ancora qui a discutere delle colpe e delle responsabilità di tutto questo scempio, con la differenza che il federalismo fiscale sarà già in atto.
La Corte Costituzionale si pronuncia sull’illegittimità dell’art. 5 e 6 della legge regionale n. 11/2009 avente ad oggetto Ripiano del disavanzo di esercizio per l’anno 2008 ed accordo con lo Stato per il rientro dai disavanzi del servizio sanitario regionale, mentre viene presentata la relazione sulla sanità in Consiglio regionale.
Vorrei riflettere sulla sentenza della Corte Costituzionale n. 267 del 22.7.2010 con la quale sono stati bocciati l’articolo 5 della l.r n. 11/2009 e l’articolo 1 c.a. della l.r. 48/2009 del piano di rientro della regione Calabria, norme regionali a favore dei dipendenti assunti dalla Fondazione T. Campanella, nella parte in cui prevede che, a seguito della liquidazione della «Fondazione per la ricerca e la cura dei tumori Tommaso Campanella», unità operative allo stato esistenti presso la Fondazione possano entrare a fare parte della struttura sanitaria ed operativa dell’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini e che i rapporti di lavoro dei dirigenti medici e del personale sanitario in atto presso tali unità continuino presso l’Azienda «senza soluzione di continuità»;
Mentre la sentenza veniva resa pubblica dalla Corte Costituzionale, in Consiglio regionale il Presidente della Giunta illustrava il “futuro della sanità calabrese”: 23 pagine con cui si ripetono cose già dette, purtroppo senza dare alcuna certezza sul disavanzo. La relazione, tra l’altro, affronta con due pagine ad hoc, la questione Fondazione Campanella. Beninteso, non chiarisce nulla sulla natura giuridica della stessa, di cui dice che è “artatamente definita privata”, né viene indicata la modalità di riduzione dei posti letto. Né contiene alcuna indicazione per la riduzione, a seguito dei trasferimenti delle unità operative, del personale della struttura. Tutto, quindi, molto vago e indeterminato.
Il resto della relazione continua sulla stessa linea di sempre, già indicata dall’ex presidente del centro sinistra, genericità e assoluta inconsistenza circa le soluzioni. Slogan e annunci, anche nella parte in cui si dice che nessuno dei manager nominati ha mai avuto incarichi nella sanità calabrese (il primo impegno mantenuto dalla Giunta regionale). L’impressione è di essere ancora in campagna elettorale con la differenza evidente che si confondono le dichiarazioni tra i due schieramenti e le persone si sovrappongono.
Cosa succede nella sanità calabrese quando si toccano interessi trasversali e quando si tratta di tutelare le clientele? Succede che l’art. 5 della legge regionale n. 11/2009 presentata dall’allora presidente Loiero, viene poi prorogato con un rigo di legge da un consistente numero di consiglieri dell’allora centro destra con l’aggiunta di qualcuno del centrosinistra.
Oggi, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, il pastrocchio dal quale, questa politica trasversale deve uscire è talmente complesso e ingarbugliato che non basteranno le buone intenzioni proclamate, ma solo coraggio ed onestà intellettuale.
E’ utile andare un attimo indietro di qualche mese, per capire la trasversalità della sanità calabrese e i meccanismi di gestione che ne muovo le sorti.
Nonostante il disastro della sanità, in pieno Piano di rientro, il Consiglio regionale nei 390 emendamenti approvati all’unanimità con la manovra finanziaria regionale ha varato, tra l’altro, anche una postilla sibillina, che parifica la Fondazione Campanella ad una sorta di “sperimentazione regionale di cui all’art.9 bis del decr.legsl 502/92” e, quindi, ha integrato la legge regionale 19/2009 autorizzando e accreditamento la Fondazione Campanella con legge regionale… Non ci sono parole, per giustificare il finanziamento milionario che viene erogato alla Fondazione, per il quale la Corte dei Conti ha contestato l’erogazione di 100.000.000,00, si è continuato a calpestare la legge nazionale e l’intelligenza dei calabresi.
Di paradosso in paradosso. Da ormai cinque anni il Centro oncologico d’eccellenza, che avrebbe potuto costituire anch’esso un volano per lo sviluppo del territorio, si è dimostrato solo un pozzo senza fondo che alimenta clientele e produce appena il 40% (delibera Asp Catanzaro n.1235 11.8.2009) di attività e neanche di eccellenza, stante quanto riferito agli italiani da Report, la magnifica trasmissione della Gabanelli. E oggi confermata dalla relazione Scopelliti alla pagina 19 la struttura “artatamente definita privata”…
Il pasticcio Fondazione Campanella diventa, così, sempre più complesso e per rimediare ai problemi, la politica, anziché procedere con cognizione e sguardo lungo per costruire un percorso di liceità, si avvita su se stessa, producendo illegittimità incostituzionali. Allora, non ci siamo. Né dal punto di vista formale né economico/giuridico e soprattutto politico. Dal punto di vista formale, mi domando come si può operare una scelta di questa portata senza avere condiviso con l’Università il percorso di liquidazione; dal punto di vista economico, il servizio sanitario della regione Calabria non può continuare a finanziare una struttura a tutti gli effetti non autorizzata né accreditata e con natura giuridica privata. Mentre dal punto di vista politico tutto è confuso.
Infatti, la relazione sulla sanità presentata dal neo Governatore, per come è strutturata, continua ad aggirare gli ostacoli, ovvero non risponde alle domande alle quali i calabresi attendono risposte certe e esaustive:
1) A quanto ammonta il disavanzo dal 2001 ad oggi e come è possibile che la Corte dei Conti nella relazione pubblicata il 2010 sul referto sul rendiconto generale della Regione Calabria esercizio finanziario 2008 delibera n. 5 2010 Corte dei Conti conferma il disavanzo a € 1.610,00 milioni di euro,” Tali valori rappresentano la situazione economica aggregata delle Aziende sanitarie e ospedaliere al 31.12.2007,riportata poi nell’ipotesi di “Piano di rientro” proposta dalla Regione” mentre il Presidente nella sua relazione parla di cifre approssimate pari alla metà? –Qualcuno sta bluffando…
2) Quali sono le strutture ospedaliere da chiudere immediatamente e cosa si farà al loro posto, per dare risposte ai bisogni di salute del territorio?
3) Se la riconversione si deve fare, va fatta con un piano industriale di dismissione e di riconversione chiaro con l’indicazione dei tempi di realizzazione , delle risorse risparmiate e reinvestite per la rimodulazione dell’offerta sanitaria e per la formazione del personale, e ad oggi di costa stiamo parlando?
4) La Fondazione Campanella verrà messa in liquidazione per come previsto dallo Statuto, visto che non ha raggiunto l’obiettivo del riconoscimento in Ircss alla data del 31.12.2007 poi prorogata al 2009?
5) L’oncologia calabrese sarà pubblica? Oppure pubblica ma con regole di diritto privato?
6) La relazione sul futuro della sanità calabrese, alla pagina 11, elenca le somme assegnate ed erogate alle aziende per l’anno 2007 e le perdite d’esercizio alla voce Fondazione T.Campanella indica una somma assegnata che non è veritiera pari a 50.000.000,00 €, in quanto la stessa con delibera 541/08 è stata rideterminata in € 34.000.000,00. Se le verifiche contabili sono state fatte con tanta superficialità quanto potrà essere attendibile il disavanzo sanitario?
7) Quanto tempo ci vuole per portare la normalità nel sistema salute in Calabria?
8) Dalla relazione emerge che i posti letto del privato sono il 35% del totale, qual è il reale fabbisogno di sanità privata di quali prestazioni private realmente la sanità calabrese ha bisogno?
Insomma, di domande i calabresi ne potrebbero fare altre mille, ma le risposte ancora non ci sono. Se la sanità verrà commissariata passerà ancora altro tempo e forse fra cinque anni saremo ancora qui a discutere delle colpe e delle responsabilità di tutto questo scempio, con la differenza che il federalismo fiscale sarà già in atto.
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