Essere anziani in Italia
Cosenza  08/03/2010
Essere anziani in Italia

Nadia Velardo

Secondo dati recenti, tra cinquant´anni, gli anziani nel mondo saranno un esercito di circa un miliardo e mezzo di persone. L´Italia è il Paese più “vecchio” di Europa. La speranza di vita è raddoppiata, raggiungendo un´età di 78,4 anni per gli uomini e 84 anni per le donne. Il concetto di “anziano” oggi è cambiato. La vita è non solo più lunga, ma più attiva. Invecchiare è un processo naturale e l´essere umano è sottomesso a questo declino. Ma l´uomo è razionale e può trasformare una criticità in un´opportunità. Conoscere ciò che può capitare di affrontare, giorno per giorno, rappresenta un aiuto per vivere al meglio questa fase della vita. Antonio Monteleone, medico che dal 2003 si occupa principalmente del radicamento territoriale delle Residenze Sanitarie Assistenziali, in una prospettiva di ottimizzazione dell´accessibilità e di integrazione con le altre unità d´offerta locali, conoscendo bene la realtà di essere anziani oggi, ha pensato alla stesura di un interessante testo che affronta vari temi inerenti la terza età: “Essere anziani in Italia. Dizionario sociosanitario essenziale di situazioni & parole” (Edizioni Ares). L´autore ha presentato il suo libro presso il Salone di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, a Cosenza. Un vademecum, una bussola per orientarsi nel labirinto del mondo sociosanitario, un dizionario che spaziando da termini burocratici ad altri lemmi strettamente legati alla salute, apre un panorama su una terminologia utilizzata nel settore e spesso di difficile comprensione per i non addetti ai lavori. La comunicazione è un presupposto fondamentale per la salute. Comprendere i termini medici, sapere cosa significa un acronimo, orientarsi tra le varie sigle, permette di muoversi con più disinvoltura nel pianeta sanitario e solo conoscendone il linguaggio, il cittadino può far valere maggiormente i propri diritti. Questo manuale, allora, fornisce un aiuto per superare i problemi di vita ordinaria, mettendo a disposizione elementi utili alla valutazione di possibili scelte. I suoi primi destinatari sono gli anziani, o i “diversamente giovani”, come hanno sottolineato Monteleone e il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini. Ma è rivolto anche ai familiari, ai badanti e a tutte le categorie di soggetti che agiscono nell´organizzazione ed erogazione dei servizi sociali e sanitari, quindi operatori, medici, infermieri, aderenti alle associazioni di ascolto, tutela e volontariato. Il libro rappresenta una guida pratica che spiega diverse patologie – si trovano infatti lemmi come Alzheimer, Diabete, Colpo di calore – ma anche termini inerenti ai lavori – come Stroke Unit, Assistenza domiciliare o Caregiving, cioè il rapporto medico/paziente – e ancora argomenti riguardanti la vita socialmente attiva degli anziani. Si può trovare la distinzione tra parole come “interdizione”, “inabilitazione”, “amministratore di sostegno”, consigli sull´identificazione delle persone con “obbligo degli alimenti”, sul modo di affrontare il bornout (cioè lo stress che colpisce persone che esercitano professioni di aiuto), e ancora suggerimenti su come ottenere un voucher sociosanitario o come contattare un´associazione specifica.
Al tavolo di discussione si sono alternati, oltre all´autore del testo, il dott. Giuseppe Altomare, dirigente del settore politiche sociali della Regione Calabria, e la dott.sa Maria Rosaria Mossuto, dirigente del settore politiche sociali del Comune di Cosenza, la quale ha relazionato sul tema dell´assistenza agli anziani nel territorio bruzio. Cosenza è una città che invecchia. Su circa settantamila abitanti, quindicimila sono anziani. Una media del 22%, più alta della media nazionale. Qui è ancora soprattutto la famiglia a farsi carico in modo importante dell´assistenza dei propri cari. Il Comune ha però creato vari servizi, come ad esempio i Centri anziani, presenti in città dal 1978, con l´idea in più, molto partecipata, dei soggiorni estivi. Ma non solo attività ludico-creative, nonostante siano le più richieste. Sono a disposizione dei cittadini anche servizi di assistenza domiciliare, per anziani non autosufficienti. Al momento sono 120 le persone, dai 75 agli 89 anni, che usufruiscono del servizio. Le patologie riscontrate sono per lo più artrosiche e di osteoporosi, quindi limitanti nei movimenti, cardiovascolari e morbo di Alzheimer e di Parkinson. Nell´Adi, il numero degli assistiti sale a circa 285 persone, ma si tratta ancora di una percentuale bassa, rispetto al territorio nazionale, poiché il senso della famiglia qui è ancora così forte, da far vivere il rivolgersi all´ente pubblico come blocco culturale, come il volersi liberare di un peso. Il dott. Monteleone ha presentato i modelli di Residence per anziani “Anni azzurri”, realtà dove gli anziani possono godere di servizi assistenziali di alta qualità, inseriti allo stesso tempo nel tessuto cittadino e che addirittura promuovono la cultura, facendo tesoro dell´esperienza di chi ha vissuto una buona fetta di vita. Purtroppo, se si va a scorrere l´elenco di queste residenze, dove le persone che usufruiscono del servizio sono definite “ospiti”, “residenti” e non “anziani”, ci si accorge che sono tutte realtà presenti al nord, tra Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria, scendendo appena alle Marche. Ma, a qualsiasi latitudine, il sentirsi sempre giovani diventa l´elisir di lunga vita. Mantenersi attivi aiuta a invecchiare senza invecchiare. È stato scientificamente dimostrato che le persone che hanno molti scopi nella vita, che sono ricche di progetti da perseguire, hanno uno stile di vita che si ripercuote favorevolmente anche sulla salute fisica oltre che psichica. Il rischio di ammalarsi, per esempio, di Alzheimer è della metà più basso che per i coetanei meno attivi, con meno interessi e coinvolgimento in esperienze di relazioni sociali. Il testo del dott. Monteleone diventa allora un´occasione per approfondire termini e situazioni che possono contribuire a una migliore qualità di vita, da vivere ancora pienamente con l´entusiasmo dell´essere “diversamente giovani”.
 




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