Catanzaro 08/02/2010
Farmacie, il 15 saracinesche abbassate
Saracinesche delle farmacie della provincia di Catanzaro abbassate lunedì 15 febbraio dopo che l’incontro in Prefettura, tenutosi il 19 gennaio 2010, non ha dato alcun risultato. La chiusura e’ solo la prima di una serie di iniziative di protesta già programmate nel caso in cui l’A.S.P. di Catanzaro-Regione Calabria continuasse a fare concertazione solo a parole. Lo ha confermato l’Assemblea Straordinaria de Titolari di farmacia della Provincia di Catanzaro, tenutasi venerdì 05 febbraio 2010, dando ampio mandato al Consiglio Direttivo di Federfama che nell’ipotesi in cui il ritardo nei pagamenti dovesse ulteriormente perdurare verrà proclamata la seconda astensione collettiva della durata non superiore alle 48 ore e pur sempre fermo restando l’apertura al pubblico delle farmacie di turno. Inoltre, se l’agitazione non dovesse portare l’esito sperato, è intenzione dei farmacisti della provincia di Catanzaro attivarsi nel senso dell’assistenza indiretta, misura estrema finora vagheggiata che diverrà imprescindibile se il rimborso del costo dei farmaci erogati dovesse essere ulteriormente rimandato. Federfarma Catanzaro esprime disponibilità al dialogo ed ancora una volta manifesta l’intenzione di revocare lo sciopero nei casi in cui vi siano: il pagamento della terza mensilità (ottobre 2009); pagamenti regolari (mensili) ed un tavolo di concertazione concreto non illusorio con i Dirigenti dell’ASP sui temi più urgenti quali interessi da ritardato pagamento, reale economicità della distribuzione diretta e distribuzione per conto e revoca delibera n. 1992 del 30/12/2009 (riduzione del 20% sull’allegato n.2 del nomenclatore compresi i pannoloni, di ogni forma e grandezza, previsto dall’allegato B del D.M. 28/12/1992 n. 229).
La pubblica amministrazione dichiara di operare nell’interesse del cittadino ma in realtà va in tutt’altra direzione. Lo dimostra il fatto che non raccoglie le significative aperture date da Federfarma in direzione di un reale ammodernamento del servizio farmaceutico.
Come sarà certamente noto a tutti e’ fallito il TENTATIVO OBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONE tenutosi martedì 19 gennaio PRESSO LA PREFETTURA DI CATANZARO ai sensi dell’ art. 2, comma 2, l. 12 giugno 1990, n. 146, promosso da Federfarma Catanzaro nei confronti della Regione Calabria per il ritardato pagamento dei rimborsi.
Abbiamo dato il dovuto peso alla vicenda informando prontamente gli organi di stampa della ferma volontà di proclamare lo sciopero per il prossimo 15 febbraio.
A riprova di ciò vi è stato il pagamento da parte dell’ASP di due delle sei mensilità a noi spettanti (agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre oltre a gennaio scadenza 25 febbraio).
Abbiamo ragioni di supporre che tale pagamento sia da attribuirsi all’intento della Parte pubblica di evitare il procrastinarsi della diffusione mediatica dell’intera vicenda.
È per questa ragione che, nonostante l’intervenuto pagamento, è ferma l’intenzione di agire immediatamente in giudizio per ottenere preliminarmente le restanti mensilità ed immediatamente dopo per gli ulteriori interessi maturati, ulteriori rispetto a quelli corrisposti al tasso legale.
La problematica del tasso di interesse da ritardato pagamento non è mai stata attuale quanto oggi. Appare inaccettabile, quasi beffarda, la nuova percentuale che presumibilmente ci si vedrà accreditare da quest’anno a titolo di remunerazione da ritardato pagamento (1% ). Federfarma Catanzaro, tramite i propri legali di fiducia, ha già avuto modo di vedersi riconoscere nelle sedi giudiziarie più vicine al nostro territorio, il diritto ad un interesse da ritardato pagamento superiore a quello legale come sancito dalla nuova normativa di cui al Decreto Legislativo 231/2002, valutandosi così la piena compatibilità tra il diritto preesistente ed un saggio di interesse commerciale più favorevole rispetto all’interesse legale codicistico. Si tratta di una importante conquista giurisprudenziale che sarà portata avanti poiché, lo strumento della immediata azione giudiziaria rappresenta ad oggi l’unico e valido deterrente avverso i ritardati pagamenti.
Si ribadisce che Federfarma Catanzaro ha sempre espresso spirito collaborativo e propensione al dialogo nei confronti dei vertici del settore sanitario ma ciò non è servito ad evitare o quantomeno ad abbreviare l’incresciosa situazione dei ritardi. Innumerevoli sono state le proposte avanzate, altrettanti gli inviti formali, fino alla ufficiale convocazione dinanzi al Prefetto il 19 gennaio scorso, in occasione della quale, ancora una volta, il Direttore Generale pro tempore ha preferito inviare i propri delegati. Accade, dunque, che dinanzi agli incontri formali la Regione adduca pretesti per poi destinare a colloqui informali l’abbaglio di un accordo definitivo.
I farmacisti hanno finite di “finanziare” le ASP del territorio, a loro spese e senza alcun tornaconto.
Federfarma Catanzaro e’ consapevole di arrecare gravi disagi ai cittadini ma la protesta e’ necessaria perché L’ASP di Catanzaro-Regione Calabria ha dimostrato una totale insensibilità nei confronti di proposte serie, volte a coniugare la tutela della salute dei cittadini e l’esigenza di ammodernamento del settore senza arrivare –allo scenario di una sanità sottratta al Servizio Sanitario Nazionale.
Federfarma e’ certa che la popolazione capirà che con la chiusura del 15 febbraio le farmacie difendono anche gli interessi dei cittadini e il loro diritto alla salute.
Locandina
Turni
La pubblica amministrazione dichiara di operare nell’interesse del cittadino ma in realtà va in tutt’altra direzione. Lo dimostra il fatto che non raccoglie le significative aperture date da Federfarma in direzione di un reale ammodernamento del servizio farmaceutico.
Come sarà certamente noto a tutti e’ fallito il TENTATIVO OBBLIGATORIO DI CONCILIAZIONE tenutosi martedì 19 gennaio PRESSO LA PREFETTURA DI CATANZARO ai sensi dell’ art. 2, comma 2, l. 12 giugno 1990, n. 146, promosso da Federfarma Catanzaro nei confronti della Regione Calabria per il ritardato pagamento dei rimborsi.
Abbiamo dato il dovuto peso alla vicenda informando prontamente gli organi di stampa della ferma volontà di proclamare lo sciopero per il prossimo 15 febbraio.
A riprova di ciò vi è stato il pagamento da parte dell’ASP di due delle sei mensilità a noi spettanti (agosto, settembre, ottobre, novembre e dicembre oltre a gennaio scadenza 25 febbraio).
Abbiamo ragioni di supporre che tale pagamento sia da attribuirsi all’intento della Parte pubblica di evitare il procrastinarsi della diffusione mediatica dell’intera vicenda.
È per questa ragione che, nonostante l’intervenuto pagamento, è ferma l’intenzione di agire immediatamente in giudizio per ottenere preliminarmente le restanti mensilità ed immediatamente dopo per gli ulteriori interessi maturati, ulteriori rispetto a quelli corrisposti al tasso legale.
La problematica del tasso di interesse da ritardato pagamento non è mai stata attuale quanto oggi. Appare inaccettabile, quasi beffarda, la nuova percentuale che presumibilmente ci si vedrà accreditare da quest’anno a titolo di remunerazione da ritardato pagamento (1% ). Federfarma Catanzaro, tramite i propri legali di fiducia, ha già avuto modo di vedersi riconoscere nelle sedi giudiziarie più vicine al nostro territorio, il diritto ad un interesse da ritardato pagamento superiore a quello legale come sancito dalla nuova normativa di cui al Decreto Legislativo 231/2002, valutandosi così la piena compatibilità tra il diritto preesistente ed un saggio di interesse commerciale più favorevole rispetto all’interesse legale codicistico. Si tratta di una importante conquista giurisprudenziale che sarà portata avanti poiché, lo strumento della immediata azione giudiziaria rappresenta ad oggi l’unico e valido deterrente avverso i ritardati pagamenti.
Si ribadisce che Federfarma Catanzaro ha sempre espresso spirito collaborativo e propensione al dialogo nei confronti dei vertici del settore sanitario ma ciò non è servito ad evitare o quantomeno ad abbreviare l’incresciosa situazione dei ritardi. Innumerevoli sono state le proposte avanzate, altrettanti gli inviti formali, fino alla ufficiale convocazione dinanzi al Prefetto il 19 gennaio scorso, in occasione della quale, ancora una volta, il Direttore Generale pro tempore ha preferito inviare i propri delegati. Accade, dunque, che dinanzi agli incontri formali la Regione adduca pretesti per poi destinare a colloqui informali l’abbaglio di un accordo definitivo.
I farmacisti hanno finite di “finanziare” le ASP del territorio, a loro spese e senza alcun tornaconto.
Federfarma Catanzaro e’ consapevole di arrecare gravi disagi ai cittadini ma la protesta e’ necessaria perché L’ASP di Catanzaro-Regione Calabria ha dimostrato una totale insensibilità nei confronti di proposte serie, volte a coniugare la tutela della salute dei cittadini e l’esigenza di ammodernamento del settore senza arrivare –allo scenario di una sanità sottratta al Servizio Sanitario Nazionale.
Federfarma e’ certa che la popolazione capirà che con la chiusura del 15 febbraio le farmacie difendono anche gli interessi dei cittadini e il loro diritto alla salute.
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