Cosenza 24/11/2009
Inchiesta "All inclusive"
Nadia Velardo
“All inclusive”. Questo il nome dell´indagine che a Cosenza ha portato ad una serie di avvisi di garanzia. Decine di sinistri inesistenti o simulati e assicurazioni truffate. I meccanismi della frode sono molto semplici: s´inventa un incidente, si aggiungono false lesioni, si trovano testimoni inattendibili e periti che stanno al gioco. Ed ecco la truffa che avrebbe un giro d´affari milionario e ha portato a contare circa novanta professionisti indagati tra avvocati, politici, periti assicurativi e medici. Sì, medici, perché per farsi risarcire dalle assicurazioni occorrono i danni, e quindi una cartella clinica che attesti la diagnosi. E allora il medico di base e quello ospedaliero redigevano i falsi referti e fisioterapisti false prognosi. Il reato contestato è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Da quanto è trapelato dalle indagini sembrerebbe che i soggetti inquisiti siano molto conosciuti in città. Agivano per ottenere corrispettivi in denaro o anche in cambio di voti. Il caso è affidato ai pm Antonio Bruno Tridico e Giuseppe Cozzolino. Da quest´inchiesta sono poi scaturite le indagini sull´Azienda sanitaria di Rende, con la scoperta di falsi invalidi, visite fiscali simulate e i controlli sui badge dei dipendenti sanitari e dei medici.
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