Petronà (Cz) 23/11/2009
Per l’influenza A, a Petronà scuole chiuse e a Catanzaro sospesi i ricoveri ordinari
Antonella Scalzi
Dopo la morte della piccola Daniela, per influenza A (H1N1), nonostante sia ancora in corso un’inchiesta giudiziaria per accertare eventuali responsabilità del personale sanitario dell’ospedale Pugliese di Catanzaro dove la piccola è deceduta alle 3:00 di giovedì, questo piccolo centro della presila catanzarese adesso sta davvero e sul campo imparando a non escludere ogni precauzione per limitare il contagio. È per questo che, almeno per oggi, il sindaco, Santino Bubbo, dopo aver ovviamente sentito il dirigente scolastico, Antonio Mazza, ed esperti in materia ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. L’amministrazione comunale ritiene, infatti, senza per questo voler creare alcun tipo di allarmismo, che «sia il caso di provvedere ad una pulizia straordinaria delle aule delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria». Solo oggi, però, si potrà sapere se domani le scuole saranno regolarmente aperte oppure la chiusura si protrarrà ancora. Oggi, peraltro, dovrebbe essere reso noto il risultato del tampone fatto alla sorellina di Daniela che ha quattro anni e che da giovedì è ricoverata presso l’ospedale di Crotone con sintomi che fanno pensare all’influenza suina. È proprio questo il risultato che Petronà attende perché se la bimba, che frequenta la scuola dell’infanzia, dovesse risultare positiva al test dell’influenza A, come sembrerebbe dal test rapido già effettuato proprio nella struttura ospedaliera della città di Pitagora, la chiusura delle scuole potrebbe sganciarsi, questa volta ufficialmente, dalla generica motivazione “per pulizie straordinarie” per essere collegata al decesso della piccola che ha catapultato Petronà in una situazione in cui paura e tristezza sono perfettamente mixate. Intanto, nei prossimi giorni e in via precauzionale, verifiche sanitarie potrebbero essere fatte su chi, in primis i genitori, Monia e Orlando, sono stati a stretto contatto con la piccola Daniela. Nulla esclude, infatti, che anche loro potrebbero aver contratto il virus che si è portato via la loro bimba di soli 15 mesi. Solo precauzioni, comunque, perché, anche se l’avessero contratto, quello A (H1N1) non è un virus di per sé mortale. Tutto mentre per la famiglia «il decesso di Daniela resta un caso di malasanità per cui – ci hanno detto – vorremmo che i riflettori non si spegnessero perché se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi». E dopo il caso della piccola Daniela e dell’uomo originario di Vibo Valentia che all’ospedale regionale, Arnaldo Pugliese, è stato ricoverato per un mese intero proprio all’ospedale Pugliese di Catanzaro è stata assunta la decisione di sospendere i ricoveri ordinari proseguendo nel percorso che era già stato attivato nei giorni scorsi e che tiene conto anche del fatto che le urgenze in questo periodo di pandemia devono avere la priorità su tutto. Ma il vaccino sembra al momento, ovviamente per chi rientra nelle categorie che ne hanno bisogno, l’unica vera arma di difesa contro un virus che, è bene ripeterlo, di per sé non è mortale, ma che comunque fa tanta paura e che in Norvegia è già mutato. Una mutazione che, comunque, vede ancora valido il vaccino ed è per questo che «nell´azienda Pugliese Ciacco – ha perciò dichiarato il neo direttore generale Giuseppe Perri - e sugli operatori sanitari, la campagna vaccinale che a fronte di quelle che sono le ormai conosciute diffidenze e resistenze ha, comunque, raggiunto il risultato di un’adesione superiore al trenta per cento mentre nel resto della regione la media di adesione del personale sanitario a tale campagna vaccinale risulta pari a circa il venticinque per cento». La nota di Giuseppe Perri si conclude ribadendo che è utile «non cedere, comunque, alla psicosi di massa in quanto l´ospedalizzazione rimane riservata ai casi affetti da complicanze».
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